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Macroterme e Microterme a confronto

La produzione

Microterme e Macroterme a confronto  

La realizzazione dei tappeti erbosi in Italia avviene quasi esclusivamente con essenze graminacee microterme; questa condizione si verifica e si mantiene da lungo tempo principalmente grazie alla buona adattabilità di queste specie alle condizioni ambientali del nostro paese, ma risulta limitante se si considera l’opportunità di inserire, perlomeno in alcune zone, le essenze macroterme. Fra di esse Zoysia spp., Paspalum vaginatum, Cynodon che si adattano ottimamente alla coltivazione in Italia centrale, sebbene durante il periodo invernale l’aspetto estetico si riduca notevolmente a causa della perdita di colore verde.
La possibilità di utilizzare nuove specie, con caratteristiche essenzialmente differenti da quelle delle microterme, non solo amplia l’orizzonte delle possibilità di scelta, ma grazie alle caratteristiche proprie di queste specie, conferisce l’opportunità di introdurre la cultura del prato ornamentale in situazioni ambientali ed economiche più svantaggiate. Una accurata selezione delle specie per le aree con problematiche ambientali è una strategia da adottare il prima possibile . Le specie con tolleranza a molteplici condizioni di stress diventano la chiave per il successo delle tecniche di gestione compatibile.
Le principali differenze fra micro- e macroterme sono:
Consumi idrici

La resistenza alla siccità è uno dei fattori maggiormente limitanti lo sviluppo dei tappeti erbosi, in particolar modo nelle aree urbane, dove la disponibilità di acqua per l’irrigazione è sempre piuttosto limitata. Una strategia attuabile per ridurre la necessità di irrigare consiste nell’utilizzare specie e cultivar resistenti alla siccità. Il quantitativo di acqua di cui le macroterme hanno bisogno è inferiore rispetto a quello delle microterme in percentuali variabili dal 20% al 45%. Questa differenza è data, oltre che dal differente meccanismo fisiologico, dalla morfologia delle piante (angolo di inserzione fogliare, larghezza della lamina, presenza di peli e cuticole, tipologia di apparato radicale).
Resistenza alla salinita'

Nel caso in cui, invece, la disponibilità idrica sia quantitativamente sufficiente ma qualitativamente scarsa, le macroterme offrono ulteriori garanzie di buoni risultati. Per quanto concerne, ad esempio, la resistenza alla salinità (sia dell’acqua che del terreno), le specie di questo gruppo superano tutte le microterme, grazie a meccanismi che consentono loro di tollerare elevate pressioni osmotiche . Attenzione particolare merita Paspalum vaginatum, per la cui irrigazione è possibile utilizzare acque a contenuto di sale elevatissimo (tollera l’acqua marina) o parzialmente inquinate, incluse quelle contenenti metalli pesanti.
Resistenza alle basse temperature

Prima dell’arrivo della stagione fredda le graminacee da tappeto erboso avviano una serie di processi fisiologici fondamentali; questi sono rappresentati da rallentamento della crescita, aumento delle riserve di carboidrati e riduzione del contenuto idrico dei tessuti. Mentre nelle microterme questi processi non causano mai un arresto completo della crescita, nelle macroterme si instaura un vero e proprio meccanismo di dormienza/stasi vegetativa che comporta la cessazione delle funzioni metaboliche (compresa la produzione di clorofilla), determinante l’arresto della crescita e la perdita di colore.
Le condizioni ambientali che aumentano i rischi di danni da freddo sono
:
• terreno umido o bagnato
• superficie della coltura ombreggiata
• abbassamento repentino della temperatura
• gelate tardive
• tempi prolungati di esposizione alle basse temperature
I fattori colturali che influenzano la suscettibilità alle basse temperature sono
:
• drenaggio insufficiente della superficie coltivata
• altezze di taglio ridotte
• basso livello di potassio
• eccesso di azoto
• accumulo di feltro
Resistenza alle malattie

I principali problemi patologici che interessano le specie da tappeto erboso sono causati da funghi fitopatogeni; questi possono essere gli agenti causali di malattie che si sviluppano causando:
• distruzione del contenuto delle cellule ospiti
• interruzione dei processi metabolici, di fotosintesi e di respirazione delle cellule ospiti, attraverso la secrezione di tossine, enzimi o regolatori di crescita
• blocco dei sistemi di trasporto dei carboidrati, delle sostanze minerali e dell’acqua nei tessuti conduttori
Nei casi in cui l’attacco fungino porti ad un deterioramento della qualità della superficie inerbita e, soprattutto negli ambiti dove le risorse economiche lo consentono, si rivela spesso necessaria l’adozione di misure di lotta dirette. Un approccio alternativo all’uso di prodotti anticrittogamici è rappresentato dall’impiego di specie e varietà più resistenti alle malattie. Anche per quanto riguarda questo aspetto, le macroterme risultano, complessivamente, migliori delle microterme.

Stolonizzazione
Fabbisogno nutrizionale

Il prelievo di elementi nutritivi dal terreno è determinato dalle caratteristiche e dalle condizioni dell’apparato radicale e del suolo; per quanto riguarda l’apparato ipogeo, i fattori più importanti sono rappresentati dalla profondità e dall’estensione laterale delle radici, in particolare per l’intercettazione di elementi poco mobili nel suolo, come il fosforo. Un secondo fattore è l’energia ottenibile dalla respirazione radicale; un’adeguata quota di respirazione si mantiene assicurando una riserva sufficiente di ossigeno nel suolo ed un optimum di temperatura per l’attività radicale.
Nell’ambito delle macroterme, soggette ad un periodo più o meno prolungato di dormienza invernale, risulta che azoto, fosforo e potassio giocano un ruolo fondamentale nella resistenza al freddo, quando combinati nelle giuste proporzioni. Piante che ricevono fertilizzazioni autunnali a base di solo azoto sono meno resistenti alle basse temperature, mentre la resistenza aumenta quando vengono somministrati fosforo e potassio. Concimazioni effettuate in tarda estate - inizio autunno, oltre a ridurre la probabilità di danni da freddo, inducono una velocità maggiore nella ripresa vegetativa primaverile, probabilmente grazie all’accumulo di sostanze nutritive che si rendono immediatamente disponibili non appena le temperature si innalzano.
Resistenza al calpestio

Le macroterme, grazie alla tipologia di habitus vegetativo, alla rigidità fogliare e alla maggiore densità, sono più resistenti al calpestio della maggior parte delle microterme.

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